Questo è il primo post che scrivo sul primo blog che mi sia mai venuto di aprire.
Da qualche giorno penso di farlo, esattamente da martedì (3 novembre) mattina. Quando ho capito che i pensieri da condivedere con te erano troppi. Che mi avrebbero schiacciata se non avessi avuto il modo di tirarli fuori. Apro questo blog e scrivo questo post soltanto per noi. Perchè quando tornerai è qui che troverai tutto quello che ho condiviso con te, mentre tu eri a distanza. Mentre giocavamo a un silenzio di cui avevamo bisogno. Di cui abbiamo bisogno ora proprio quando ti sto scrivendo ottimisticamente che tornerai. Questo spazio avrei potuto chiamarlo Patetico. o Necessario. o Banale. L’ho chiamato lacollinadeiciliegi. Come in una commedia romantica di serie c, le mie preferite. Ahaha lo sai che sono il protagonista maschile un po’ impacciato. Quello che ti compra un fiore venendo a prenderti a casa e il gambo si spezza in metropolitana. E che sono anche il protagonista un po’ figo, quello che inaspettatamente ti lancia uno sguardo spiazzante e totale. Sono la donna con cui hai fatto l’amore in questi quattro mesi.
Svegliarsi, durante quest’ultima settimana, è stato infinitamente più difficile che andare al mercato del pesce alle 4 del mattino (cit.)
Mi sono comunque infilata un qualche maglione, un qualche paio di pantaloni, un qualche paio di scarpe. Ho chiuso la porta di casa, sono salita sul 14 e sono entrata in ufficio. E in ogni azione mi è mancata l’aria.
L’ultima banalità prima di lasciarti a un aperitivo al bar all’angolo con una tua amica americana o a un cinema con ale o all’ikea o a non-ho-idea-di-cosa è che la speranza di noi-ancora-e-di-più è quello che mi ha fatto smettere di piangere. Io credo nel noi-ancora, è per questo che credo nel silenzio e lo rispetto. Per questo non ti cerco. Per questo ti scrivo qui, perchè non vorrei che perdessi neanche uno dei pensieri che ho per noi-ancora.
G.